Conclusasi l’escursione geografica brasiliana, su questo blog ritorniamo alla pura e semplice scienza, consapevoli del nostro dovere di divulgatori.
Oggi spazieremo in campo endocrinologico, specificatamente ormonale. Prima di approfondire è necessaria una premessa:
- Esistono ormoni maschili e femminili, per facilitare li denomineremo Testosterone ed Estrogeni.
A questa premessa ne va aggiunta un’altra:
- Il Testosterone ha in sé qualità sempre positive, legate all’inclinazione a combattere solo per vincere, potenza sessuale e dominio sugli altri.
- Gli Estrogeni sono invece considerati negativi, legati a sbalzi d’umore, pretese assurde, mal di testa ciclici e precoce invecchiamento.
Fatta questa necessaria chiarifica, vediamo come tutto ciò può essere assimilabile al vino.
Naturalmente tutti voi avete sentito parlare del Brettanomyces, familiarmente chiamato Brett. Trattasi di un lievito che svolge una funzione importante nel processo di vinificazione. Fra le numerose conseguenze del suo lavoro c’è quella di influenzare gli aromi del vino. Poiché tutti sapete per lungo e per largo come questo avviene, salto tranquillamente e arrivo al punto.
Il Brett è il capro espiatorio di molte smarronate che avvengono in cantina. La colpa è sempre sua se il vino puzza di capra o cane bagnato, merdina poco nobile, straccio di pavimenti scolastici mai lavato.
Va bene, ma che c’entrano gli ormoni?
Un momento di pazienza.
Esiste una qualificata e professionale scuola di pensiero che sostiene di trovare positivo, caratterizzante e persino irresistibile la presenza di una certa quantità di Brett in alcuni vini di fama e di prezzo. La prova provata è l’acquisto, la bevuta ed il ri-acquisto da lustri di tali prodotti. Sono vini, premiati e osannati. Non solo, la prestazione ondivaga da bottiglia a bottiglia, invece di demotivare i fans, li eccita come in una roulette russa. Giustamente gli ammiratori sfegatati trovano che quello che sarebbe un difetto in un vino modesto, in uno che presenta un ventaglio di sensazioni olfattive e gustative complesse aggiunge quel quid in più. Come un neo ben posizionato o un leggero strabismo femminile, l’importante è che la bocca sia carnosa e ben disegnata e gli occhi azzurri.
Sto arrivando agli ormoni, manca poco.
Infine, se tutte le altre motivazioni non fossero sufficienti, come scusante suprema dei sentori leggermente mefitici, viene presso citato un autore anonimo che sconsideratamente un giorno affermò in presenza di testimoni “Se l’omo è omo ha da puzza’!”.
E qui si tocca il Testosterone
Chi pronunciò quella frase infelice ne era provvisto.
Chi invece viaggia ad Estrogeni più o meno spinti nel suo intimo sa che “un omo è un omo se protegge, accudisce, coccola. Se si assume le sue responsabilità, se ti fa sentire una regina e non una mamma perpetua. Se si lava.”
Questa lunga e faticosa dissertazione si conclude con una postilla finale.
L’Homo Oenologicus Testosteronicus si lancia in guerreggiamenti verbali anche violenti quando si tocca l’argomento “Brett”. Contro i suoi pari non risparmia sciabolate riportando elenchi di vendemmie assaggiate e quantità di bottiglie consumate. Non si arrende se non al fischio conclusivo, a quel punto a braccetto con i suoi avversari si avvia verso gli spogliatoi, ricettacoli famosi per la quantità di Brett stanziale.
La Foemina Vinosa Estrogenica nel frattempo si è fatta la manicure, ha preso una pasticca per l’emicrania, è andata dal parrucchiere, ha comprato un completino intimo nuance pesca, ha messo la bottiglia in frigo, ne ha stappata un’altra ed è lì che aspetta.

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